giovedì, luglio 06, 2006

Goccia

Navigando in una steppa di pietre
Raccolsi una goccia,disidratata, sul punto di evaporare;
la portai davanti gli occhi
notando che la mia immagine si rifletteva al suo interno;
decisi quindi di darla in cura alla terra della speranza
così che potesse far parte anche lei del ciclo della vita.
Passarono i giorni, e dal suolo si intravedeva uno stelo,
fine e curvato su un lato, avvolto da una leggera brina.
A poco a poco la felicità riuscì a prender piede,
traballante e insicura si incamminava nel tempo…
le giornate erano sempre ricche di sole,
ma tornato dal fiore nascente, capii…
non sempre troppa luce è sinonimo di bene…
gli occhi miei rimasero fissi ed immobili;
la vista arida che gli si mostrava
richiamò le sorelle lacrime della goccia scomparsa,
che non aspettarono attimo alcuno
e lanciatesi a dirotto,scomparvero nel solco di terra.
La felicità perse l’equilibrio, e inginocchiata col capo chino
sperava che il sacrificio di quelle gocce innocenti
potesse dare comunque vita, se non a un fiore,
ad un albero giovane e robusto
non meno importante, ma solamente diverso.

4 commenti:

Platone (il falso) ha detto...

A volte abbiamo la distorta freddezza di trovare tutti i particolari necessari per rendere reale un sentimento che non è propriamente nostro. Però il dolore, quello si, quello è proprio reale. Però, come tutte le cose reali, prima o poi vien meno.
Un pò stringato, quest'oggi, ma spero concreto. Realizzata la nuova realtà?

Sospiro Mozzato ha detto...

Si, la nuova realtà ha mosso i primi passi, vedremo che strada prenderà.

Swanheart ha detto...

Ehm Platone....un giorno mi dicesti: il dolore non esiste...dunque ti riferivi solo a quello fisico?

Sospiro Mozzato ha detto...

Il dolore esiste quando qualcuno lo percepisce come tale...