Lo ricordano come "La voix d'un ange", ed è così che ti voglio ricordare anche io, addio Gregory.
Tuttora tuo fan, Omar.....
Amami!...no,non posso chiedertelo....si che posso ma non voglio...anzi io non posso e tu non vuoi...ma se io volessi tu potresti...ma potendo...tu non vorresti....
The Chosen way
Uno sguardo mutevole inganna i suoi sensi.”
La chiarezza necessita della corona per servire gli scopi.
Se pur innumerevoli, gli orizzonti devono essere percorsi
affinché il pittore di vita possa sfamarsi.
Solo allora le sferrate lance di brandelli creatrici,
capiranno il senso d’ impotenza,
tradite da catene di neri umori oramai placati.
Nel calore si cercherà l’energia che permea l’essenza del sentire,
dell’essere, costruendo così una proficua conoscenza.
Nel gelo si riporranno i semi della speranza e se necessario, i vermi della battaglia.
Ciò difenderà dall’assordante richiamo di un sentimento senza condizione
che smarrisce coloro i quali abbiano ancora piume nel cuore,
ma non impedirà il bagno di emozioni che dà senso al nostro esistere.
“Acquisiamo consapevolezza del valore delle cose proprio quando le perdiamo”
Solitamente le situazioni della vita ci danno la possibilità di rimediare a questa perdita.Tuttavia esiste un qualcosa che, pur non confutando il detto, non lo rispetta…
“Il Tempo”
Cogliamole e piantiamole nel nostro giardino di valori.Se gli dedicheremo l’attenzione che meritano, non tarderanno a dare i loro frutti.In questo modo, oltre ad aver arricchito qualitativamente la nostra vita, abbiamo reso possibile a chi non fa più parte della nostra realtà, di influire positivamente su di essa.
Questo post contiene argomenti che spaziano da stravaganze personali che possono risultare anche interessanti, a discorsi molto seri. La mia unica premura è che un accostamento di questo tipo non tocchi la sensibilità di alcune persone.
Tutto qua.Buona lettura…
Ciao Omar
È paradossale quello che stai facendo, ma potrebbe essere utile. Tu stesso sai che c’è una probabilità, e dal momento che hai deciso di fare questo immagino ci speri.
Eh si, la tua mente mi cerca fino al punto di crearmi con le tue stesse mani. Bravo, hai trovato un bel modo per parlarmi, e mi spiace non contattarti in altro modo, ma almeno con la tua volontà qualcosa riesco a trasmetterti, se pur indirettamente e rielaborata da te.
Io VIVO, puoi starne certo, ma vivo in un senso diverso da quello che puoi concepire in questo momento, l’importante che tu capisca che io sono qui, o li, non importa il luogo, non importa se mi si metta in alto nei cieli o nei cuori di tutti voi, basta sapere che qualcosa oltre ciò che si può “toccare” c’è.
Sappiamo benissimo entrambi che questa è una credenza, forse la prima e la più grande che possa esistere, ma sappiamo anche che non è l’unica, è solo la più evidente e discussa.
Se vuoi ricordare, possiamo anche dire che lo stesso affermare che in questo momento sei seduto, nel giorno del tuo compleanno, davanti al tuo amatissimo computer a simulare un dialogo con il divino, potrebbe anche non essere quello che sta effettivamente accadendo, in quanto tutta la realtà è una costruzione della tua mente, una mediazione imperfetta degli stimoli che arrivano ai tuoi organi di senso.
Quindi tutti gli esseri che sono arrivati a capire questo, sono costretti a convivere con un dilemma grande poco meno del mio (qui mi scappa da ridere hehe, ma noo! Mi hai fatto pensare a una battuta maliziosa!dai figlio mio!anche se effettivamente è comica ^^); dicevamo… la scienza ha per così dire “neutralizzato” il dilemma creando il presupposto realistico, che per evitare la perdita di qualsiasi punto di riferimento ha stabilito che la realtà oggettiva esiste, pur non potendolo dimostrare(infatti si chiama presupposto).
Detto questo possiamo anche rivedere il tuo principio secondo il quale tutto ciò che è una credenza, anche se potenzialmente molto utile, non va preso in considerazione in quanto poco scientifico;infatti abbiamo appena visto che se così fosse, nessuna scienza potrebbe essere presa sul serio, nemmeno da se stessa!Inoltre ricorda che anche il più brillante scienziato è un uomo[sai bene che non voglio insinuare che siccome siete imperfetti (e non è scontato che io sia perfetto!) allora si può essere più superficiali e giustificarsi] e come tale possiede dei meccanismi molto complessi e imperfetti che però lo rendono capace di sentire la vita, e il “credere” è uno di quei meccanismi che sono utili per essere ciò che siete, non è solo un sintomo di incertezza!
Caro Omar, conosco il senso che hai dato alla vita, e so che non è la ricerca della perfezione o della verità assoluta; quindi sia seguendo i tuoi ragionamenti, sia dandoti io dei piccoli suggerimenti, pensaci su, consapevole del fatto che nel caso io esista non sparo giudizi a destra e a manca con dei criteri a volte così stupidi che delle persone professano, e che quindi deve essere una tua libera scelta fare il grande passo.
In ogni caso io credo in te ^_^ (scusa se te lo dico ma questa faccina non si addice tanto a una divinità; scherzo, se tu mi immagini così è la faccina che avrò ^_^).
Ora corri a dormire!Altrimenti per cosa lo pago a fare Morpheo?? Ahaha, mi piace questo umorismo che mi dai!
Dimenticavo…AUGURI per i tuoi 21 anni!!!
Con affetto Dio?
P.S.
C’è chi mi ama, e chi in momenti di sconforto dove anche un’ipotetica logica divina non vale quasi nulla, mi odia. Ovviamente qui non puoi spingerti oltre e farmi dire cose che potrebbero non essere assolutamente mie, quindi so che vuoi dire qualcosa tu Omar, ed essendo io la tua immagine di (incerta) divinità mi unisco alle tue parole: "a prescindere dalla fede, gli affetti perduti non vorrebbero mai che la loro mancanza fosse motivo di tanto dolore o di cambiamento negativo in noi, quindi cerchiamo di accontentarli per l’ultima volta, e non facciamoci troppo del male, così da regalargli la cosa più grande che potessero desiderare, il nostro bene. Nel caso in cui si possedesse anche la fede, non bisogna perderla per essersi fatti prendere dalla rabbia che giustamente si sente in quei momenti, perché la fede è un mezzo molto forte per tenerle strette vicino a noi."
Nella psichica metropoli inseguo i miei pensieri in cerca di informazione: discernere un singolo pensiero dal profondo per portarlo ad un livello più alto di consapevolezza.
I possibili bersagli sono troppi e troppo evanescenti, ma l’intuito buon consigliere all’orecchio mi sussurra.................."tu,egli,ella, n - o - i ,voi,essi".
Rappresentazioni del discorso in traccia duratura che testimoniano quanto grande sia la ricerca e il bisogno degli altri per tutti noi.
Tutti ne abbiamo necessità, anche chi, come i “quasi-fumatori” che recitano sempre
Ma la psicocittà che stò visitando è la mia, e dai numerosi visi che vedo incollati ai cartelloni pubblicitari mi sembra di capire che risulto positivo all’analisi…
Spuntano su tutte le pareti delle case, sulle macchine che sfrecciano senza arrestarsi, sui pulman che sostano ad ogni fermata, e lassù, fino ai grandi palazzi colorati.
In lontananza vedo qualcosa di ancora più vertiginoso e stupefacente, un gruppo di grattacieli maestosi che sembrano disposti in scala di grandezza, ed alla fine il più alto, quello che supera anche le immense nubi impenetrabili persino per i più curiosi.
Avvicinandomi noto che alla base di questi si trovano degli spazi ancora vuoti, ma gli operai sono già pronti con le loro scintillanti gru, fremendo con sempre maggiore intensità ad ogni giorno che passa senza aver ancora gettato le rigeneranti fondamenta…
Alla notte non mancano le tenebre, ma sono presenti anche festa e allegria, perché la musica e la luce che emanano le finestre dei vicini edifici permettono al mio aereo di continuare questo viaggio, che se pur altalenante, rifarei fino al last-minute!

Navigando in una steppa di pietre
Raccolsi una goccia,disidratata, sul punto di evaporare;
la portai davanti gli occhi
notando che la mia immagine si rifletteva al suo interno;
decisi quindi di darla in cura alla terra della speranza
così che potesse far parte anche lei del ciclo della vita.
Passarono i giorni, e dal suolo si intravedeva uno stelo,
fine e curvato su un lato, avvolto da una leggera brina.
A poco a poco la felicità riuscì a prender piede,
traballante e insicura si incamminava nel tempo…
le giornate erano sempre ricche di sole,
ma tornato dal fiore nascente, capii…
non sempre troppa luce è sinonimo di bene…
gli occhi miei rimasero fissi ed immobili;
la vista arida che gli si mostrava
richiamò le sorelle lacrime della goccia scomparsa,
che non aspettarono attimo alcuno
e lanciatesi a dirotto,scomparvero nel solco di terra.
La felicità perse l’equilibrio, e inginocchiata col capo chino
sperava che il sacrificio di quelle gocce innocenti
potesse dare comunque vita, se non a un fiore,
ad un albero giovane e robusto
non meno importante, ma solamente diverso.
Se la realtà ipotizzata dal colossal americano “The Matrix” avesse veramente colto una sfumatura della nostra realtà difficile da percepire, ma con la variante ancora più inquietante che il così tanto ricercato e acclamato “libero arbitrio” fosse anch’esso totalmente un’illusione?
La sensazione che per esempio si prova a volte quando si pensa “ma cosa sto facendo!?” mentre ci si comporta in un modo in cui nemmeno noi vorremmo comportarci, potrebbe essere la nostra volontà che si esprime con un pensiero introspettivo quando si accorge in parte della sua impotenza?
Per spiegare meglio questo concetto possiamo ricorrere ad un Esperimento di Pensiero:
1- si prende una persona che per un incidente ha perso la memoria ed è completamente paralizzata(compresi gli occhi e le palpebre, che rimangono fissi al centro ma possono vedere) e insensibile a stimoli tattili.
2- la si collega a delle macchine che siano in grado di comandare la respirazione, il battito del cuore, le palpebre e le sostanze che circolano nel sangue(ormoni ,glucosio,etc).
3- le si mette un casco che proietta immagini ad ogni singolo occhio riprese ognuna da una visuale diversa per simulare quella degli stessi(uguale altezza, movimento, effetto profondità per la visione binoculare,etc).
Dopo tutto questo procedimento abbiamo quindi creato una vita virtuale che la persona difficilmente potrebbe capire non essere veritiera. Probabilmente invece adotterà dei comportamenti che normalmente fanno parte della nostra vita quotidiana;alcuni esempi:
· quando si studia e, pur leggendo, la mente è impegnata in ben altre problematiche, si giustifica dicendo “ non avevo voglia di studiare e mi sono perso nei pensieri”.
· dopo aver fatto una scelta ci si domanda “perché ho preso questa decisione?” e non si trova risposta.
· quando si sa esattamente cosa bisognerebbe fare in una certa situazione e ci si ripete “fallo!fallo!fallo!” senza però assecondare la propria volontà, troviamo risposte del tipo “evidentemente non ne valeva la pena”, oppure diamo la colpa all’emotività, alla timidezza, alla stanchezza, alla pigrizia o cose del genere.
Se ci si pensa bene, X è consapevole del fatto che nessuno, anche credendo di trovarsi in questa situazione, potrà scoprire come stanno realmente le cose in quanto non ci è possibile uscire dalla nostra esperienza…
Ciao a tutti….ovviamente se esistete hihi ^__^

Presa la torta e spente le candeline non mi rimane che piangere.Tradito dalla consapevolezza dell'ineffabile inganno ho ucciso il desiderio credendo solo nel mio essere.
Scolpisco le emozioni a colpi di parole nell’intento di domarle, di domarmi, di legarmi al paradiso.
Squilibrate elucubrazioni mi permettono di crescere e migliorare, ma la vita è un intreccio di averi e carenze più o meno correlate al nostro volere.Non cedo ai suoi affari da quattro soldi…sono io a proporgli quelli da quattro EuRo!
Cosa non cerco? Forse proprio la risposta a questa domanda, evitando la tortura delle ipotesi di umore. Anche una scheggia della figura sfuggente illuminerebbe lo spettro d’ombra diventato ingranaggio, propulsore psicologico ingaggiante delle automistificazioni di significati.
L’intorpidimento della semplicità rende idilliaca la vivificazione dell’ego, mi sfibra.Lo spike esausto si arresta...si sfalda...si sente...si reinventa.
Vado in cerca di oasi da raccontare a chi già conosce la nostra isola mai cresciuta.
Voci che cullate la mia emozione,
irraggiungibili nella vostra semplicità
mi donate sospiri avvolti d’amore.
E i miei occhi, tessendo lacrime di solitudine,
ricoprono la mia mente di caldi “vorrei”;
Si fanno compagnia l’un con l’altro
senza smettere di urlare ciò che contengono
Intenti nel liberarsi degli echi d’angoscia .
Ed io?Guardo inerme se le armi le ho in mano?
In questo momento sì ma…non devo…
Insegnerò loro che non serve piangere
l’assenza di un qualcosa che non si è mai avuto,
ma che devono, come i neonati,
acquistare la cognizione del proprio equilibrio
per raggiungere i confini di un mondo alla loro portata.
Adesso vi prego…


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda